Letterina a Babbo Natale per S. Valentino: mostrami l’uomo ideale, proprio Lui.

 

Lui, che ha le soluzioni, le idee, le battute, non nasconde le fragilità e i dubbi ma li rivela e comunque li affronta.

 

Mi tratta come vorrebbe che un uomo trattasse sua figlia.

Mi sceglie perché non centro nulla con sua madre e anche quando siamo a tavola o quando litighiamo continua a ricordarselo, non a ricordarmelo.

 

Offre lui la cena, cede il passo, apre il varco, offre il braccio, la giacca e il fazzoletto, offre la spalla se necessario e guarda dove sto per mettere i piedi. Non solo per cavalleria, ma perché “prima le donne e i bambini” e anche perché ‘il capitano è l’ultimo a scendere dalla nave”.

Ho passato anni a credere che fossero condizionamenti sessisti e anacronistici: sticazzi! In un mondo sempre maschilista, lasciateci almeno questo: la cavalleria. Che se poi è una cavalleria non solo di forma ma anche d’animo, a me sembra un’emancipazione più edificante di qualunque controclichè femminile in realtà misogino, svilente e travestito da pari opportunità.  Con buona pace delle paternali e maternali femministe radicalchic. Chè le mie zie bruciavano reggiseni per disporre di libertà negate e garantire il rispetto e il riconoscimento della dignità in quanto donne, non in quanto uome!

Lui sa che decido io cosa è il femminismo per me e al limite mi fa ragionare e riflettere sulle mie contraddizioni, ma non mi viene a dire che lui è femminista per poter pretendere di essere lui a disquisire di cosa sia o non sia il femminismo vero.

A meno che non abbia partorito con dolore, non abbia creduto per anni fino a continua prova contraria che la normalità fosse indossare il preservativo se non  specificato di poter fare diversamente (e non il contrario!) o subìto una visita ginecologica.

 

Lui ha imparato a conoscere le incredibili alchimie ormonali dei cicli biologici  femminili e le rispetta, le tollera, le schiva. E se me le fa notare ricorda di farlo con spirito e delicatezza fino ai miei 45/50 anni. Poi, dopo ci  aggiunge anche amore, pazienza, informazione e rassicurazione.

Lui eviterà di convincersi che se l’idraulica maschile gli sta iniziando a giocare qualche scherzo “è perché tra noi..” e con amore, informazione, ironia e pazienza parlerà con me del tempo che passa e giocherà con me alla vita che cambia. E non lo farà solo dopo essersi raccontato qualche barzelletta chimica con donne diverse per l’ansia  di sentire arrivare la fine delle munizioni prima della fine della sua virile eterna guerra.

 

Lui è l’uomo che mi conforta come un fratello, mi protegge come un padre, mi consiglia come un nonno,

mi vizia come uno zio d’America, mi fa svagare come un amico.

 

Lui è l’uomo che pesa esattamente quanto serve per equilibrare il piatto della bilancia su cui non sono seduta io.

 

È l’uomo che se non arriva a quel peso non mente, né fa finta di niente, ma al limite si chiede cosa potrebbe fare e se non sa trovare da solo la risposta prova a chiedere la mia opinione.

 

È l’uomo che non ha paura di salire su quel piatto.

 

È l’uomo che se si accorge che ad ogni movimento io faccio saltare quell’equilibrio, non mi tratta come se stessi intenzionalmente rompendo le palle, ma cerca di parlarmene, dicendomi amorevolmente cosa prova, di cosa ha paura, di cosa sente il bisogno.

 

Sa portare ironia, fantasia e leggerezza non solo nei giorni facili, ma soprattutto in quelli difficili, quelli in cui io non riesco a farlo da sola. E se si accorge che io non so fare a mia volta ciò che chiedo o di cui lui ha bisogno, non me lo rimprovera, ma me lo chiede.

 

Si lava, si scalda e si ammorbidisce le mani prima di toccare il mio corpo, la mia vita, i miei sentimenti, le mie idee e lo fa lievemente ma senza risparmiare un solo millimetro del palmo, perché sa che ciò che non si dà pienamente non è risparmiato, ma perso.

 

Lui ogni tanto si accorge che ha smesso di corteggiarmi e  ricomincia da capo. Ma non mi dice “ricordi come eri bella quando..”, preferisce invece “lo sai che ultimamente mi sono accorto di quanto sei bella quando..”.

E se io non faccio altrettanto con lui, dolcemente ammette e mi dice quanto gli piacerebbe che invece anch’io lo facessi.

 

Lui non si sballa continuamente appena ne ha occasione, avvisa se è in ritardo, sa che ad avere fame così come a non aver voglia di lavare i piatti siamo in due.

 

Lascia inserire anche il suo numero nella chat di classe dei figli e non fa lo gnorri sulle date delle assemblee scolastiche e condominiali per poi chiedermi se mi sono ricordata di andarci.

 

Lui mi dice com’è la sua donna ideale, ma non sta continuando a cercarla e se  ogni tanto me lo ricorda scherzando un po’, poi si ricorda che ha scelto me e se non mi ha ancora lasciata, non è per ripiego, ma per amore.

E sa che lo stesso vale per me.

Anzi no, per me no, evidentemente. Perché è lui l’uomo ideale, io la donna reale.

 

E lui sa che io sono una donna reale, ma non me lo dice.

Per questo resta sempre nei miei pensieri quando sono sola e quando non mi sento amata, quando sono distratta e quando non posso più amare. Sta lì, nei miei pensieri. Forse perché non gli avevo mai detto prima che  avrei voluto lui stesse al mio fianco.

Così lui è rimasto lì a metà tra l’uomo migliore e quello peggiore che ho avuto, tra le mie paure ed i miei desideri, tra i miei sbagli e i miei prossimi tentativi.

 

Lui mi ha continuato a sussurrare nell’orecchio le illusioni che volevo con le voci che trovavo.

 

Lui è un tipo che sa guardarmi negli occhi come se stessimo allo specchio: sapendo che il gioco è amarsi e rispettarsi senza presunzione e senza buchi di autostima e chi scoppia a ridere per primo ha perso se ride di sè quanto ride dell’altro, invece ha vinto se sorride a sè quanto sorride all’altro.

Fermo nel centro dello specchio mi guarda dritto negli occhi con amore, leggerezza, riconoscenza, fiducia e mi permette di sentire che merito tutto ciò di cui sento bisogno, che sono amabile così come sono e non solo quando qualcuno me lo dice.

Lui è un uomo ideale e per questo prima o poi mi confida che comunque vada, che io resti da sola o abbia trovato un uomo che mi ami, non potrà essere lui quell’uomo.

Perché lui è un uomo ideale che ha da dire molte cose solo se sta esattamente lì dove sta. Perciò se ne resta lì, al suo posto e a volte lo perdi di vista e ti chiedi se non sia per caso rimasto… un passo indietro!

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...