Il runner e la quarantena

Il runner è in crisi. La quarantena lo ha stroncato.
Cosa vuoi che se ne faccia di correre in casa sul tapis roulant?! Forse nemmeno ce l’ha il tapis roulant..
Si ingegna con le scale per scendere in cantina o con quelle del palazzo, ma occhio a incrociare la portinaia mentre le sta lavando e lo guarda con quell’aria minacciosa che significa insieme “ti ho sgamato” e “buongiorno” (è dubbiosa, perché sotto la mascherina non distingue l’avvocato del 5° piano dal marito della mia amica)!
Il runner si attrezza per andare a buttare la spazzatura, fare la spesa, portare a passeggio il cane… correndo. Così non gli può dire nulla nessuno…
Anche se sembra un po’ strano uno che fa il giro dell’isolato con due sacchetti  gialli della plastica appresso e che li molla non prima di aver compiuto, guardingo, una distanza non superiore ai 200 metri, disposto a mentire sul vero numero civico della propria residenza, guardato malissimamente dalla vecchietta del palazzo di fronte, che lo tiene d’occhio visto che non ha di meglio da fare e si chiede chissà sotto quale condominio ha la faccia tosta di posarli!
Invece lui, ligio, corre, sacchettoni rumorosi al seguito, fino alla meta dei duecento metri che controlla sullo smartwatch, per tagliare il suo traguardo immaginario sentendosi come in “Momenti di gloria” e poi torna indietro, perché non è incivile: è solo un runner con l’esaurimento nervoso.
È la sua nuova routine: prende i sacchetti, fa il giro, posa i sacchetti, prende il cane, fa il giro, riporta a casa il cane, prende lo zaino in spalla, va a fare la spesa, corre sul posto mentre sta in fila oppure fa stretching, fa spesa, rientra, posa i sacchetti, prende il cane in spalla, fa il giro, prende dei sacchetti, lascia il cane a fare stretching in fila al supermercato, posa i sacchetti a casa, riprende lo zaino in spalla, fa il giro, posa lo zaino sotto al condominio della vecchietta, riprende il cane, lo riaccompagna a casa…. più o meno così fino a sera.
Ma è buono, è innocuo: è solo che è un runner.
Voglio bene alla mia amica, per questo la lascio sfogare al telefono, e cerco di confortarla ricordandole che la Fase 2 sta per iniziare e… andrà tutto bene (#..?!).
“Tu non puoi capire..tu non devi passare la quarantena con un marito runner!” mi dice, mentre io scarico i compiti di mia figlia 7enne dal registro elettronico, riscrivo su foglio le chilometriche schede di compiti da completare non osando torturarla(/torturarmi) con pezzi d’ore di dettature, copio e incollo su un Word i link dei video di spiegazioni che dovrà vedere per non dovermi ricollegare al registro elettronico ogni volta e mi annoto le date/orari delle prossime videolezioni..
“Eh no, forse non posso capirti fino in fondo”, le dico, “però pensa che almeno non hai anche figli alle elementari” (sì, parlo ancora come se non fossero intervenute 2 o 3 riforme scolastiche “di grande spessore” nel frattempo…).
E in effetti no, non la posso capire, perché nella mia quarantena almeno non c’è anche  un marito e l’unico runner che io capisco e amo è quello salvamacchia  dell’IKEA, che mi salva in corner quando preparo un pasto al volo e apparecchio la tavola….di corsa.

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