Le notti senza te ~ Storia di una cervicale e del suo orecchino perduto.

Quando tu non ci sei … 👧🎈


..non riesco a dormire nel letto.
Non so perché.
Mi sento in una sorta di attesa del momento successivo, quello in cui torni.
A volte ci provo, ma mi rigiro per ore e poi mi addormento tardi oppure crollo e finisco per svegliarmi prestissimo, prima dell’alba. Più spesso dormo sul divano, che è come se mi avvolgesse e mi abbracciasse: forse sa come mi sento.
Di sicuro si prende un po’ gioco di me e secondo me si diverte a vedere come reagisco quando si spostano i cuscini della seduta e io rimango sprofondata in mezzo, con un orecchino perso lì e che non riesco a ritrovare!

Sono serena, ma manca un pezzo, c’è un silenzio di troppo. Il fatto che accada con ricorrenza non permette di abituarsi più facilmente: sono anni ormai e sempre il divano sa che sarà lui a sostituire il letto. Sarà per questo che tenta di disarcionarmi: si sta rompendo di questa strana routine. O forse si sta rompendo. Punto.
Se è nato divano, non è mica per fare letto …

Il fatto è che se mi metto scomoda mi sembra di sentire meno l’inquietudine. Forse perché finisco per sentire di più la cervicale!

Non è preoccupazione, come succede quando gli adolescenti fanno le prime uscite e i genitori aspettano di sentire il rumore della porta che annuncia il ritorno e non è ridefinizione, come quando un piede lo metterai nell’età adulta dell’appartamento condiviso mentre  l’altro inciampa nella valigia sempre pronta per rientrare ogni tanto a casa. È più un doversi riambientare nel silenzio, dove puntualmente si ridanno appuntamento vecchi pensieri e questioni lasciate in sospeso. Tipo: ma non avevo detto che nei giorni in cui tu sei da papà avrei approfittato per fare due ore di allenamento sempre?!!

Leggo un libro a me stasera, bevo una tisana, mi metto su un film, mi faccio una domanda esistenziale con la testa affondata sul cuscino e mi rispondo da sola, poi mi chiedo una cosa sul mio passato e quale sia il mio/a preferito/a “qualcosa”, qualsiasi cosa… così, per fare come facciamo quando tu ci sei all’ora di dormire. L’età delle domande per conoscersi, per sapere di lei, mamma, cos’era prima di te, quali erano le sue cose preferite, i posti che ha visto, le avventure che ha vissuto … non me la ricordavo più, non me l’aspettavo.

Mi hai detto: 👧 sto un po’ crescendo, sai, mamma e qualcosa sta cambiando, ma io non voglio cambiare tanto, non voglio che cambi tutto.
👩‍👧Non temere, ovunque arriverai crescendo, anche quando sarai adulta, ti porterai sempre dietro qualcosa della bimba che sei stata.
👧🎈Davvero?! Anche quell’orecchino che ho trovato sul divano?

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